Trovare un medico di famiglia disponibile sta diventando sempre più complicato in molte zone d’Italia. Non è più un problema limitato ai piccoli comuni o alle aree montane: la difficoltà interessa anche numerose grandi città.

Secondo un’analisi della Fondazione GIMBE pubblicata nel marzo 2026, basata sui dati SISAC, tra il 2019 e il 2024 i medici di medicina generale sono diminuiti di 5.197 unità, passando da 42.009 a 36.812. La carenza stimata è di 5.716 medici, distribuita in 18 Regioni e Province autonome.

A pesare è soprattutto il mancato ricambio generazionale. Nei prossimi anni sono attesi migliaia di pensionamenti, mentre la medicina generale fatica ad attrarre un numero sufficiente di nuovi professionisti. GIMBE stima 8.180 pensionamenti entro il 2028.

Il risultato è un aumento del numero di pazienti affidati a ogni medico. Al 1° gennaio 2025, i 36.812 medici di famiglia avevano complessivamente oltre 50,9 milioni di assistiti: 1.383 pazienti per medico in media, con punte di 1.533 in Lombardia.

Le carenze stimate risultano particolarmente rilevanti in Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio. Anche nelle Regioni senza un deficit complessivo possono però esistere singoli territori privi di medici disponibili.

La questione riguarda direttamente il futuro dell’assistenza territoriale. Le nuove Case della Comunità e le équipe multidisciplinari previste dalla riorganizzazione sanitaria puntano infatti a rafforzare le cure vicino al cittadino.

Senza un numero adeguato di professionisti, però, le nuove strutture rischiano di non bastare. La vera sfida sarà garantire un medico accessibile vicino a casa, soprattutto ad anziani, pazienti cronici e persone fragili.

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