Controlli meno frequenti e differenze nei trattamenti evidenziano la necessità di una maggiore attenzione alle specificità femminili nella ricerca e nell’assistenza sanitaria.
La prevenzione e il trattamento delle malattie cardiovascolari presentano ancora differenze tra uomini e donne. Nella popolazione femminile, il minore ricorso ad alcuni accertamenti e le disparità nell’impiego delle terapie possono ostacolare il riconoscimento e la gestione delle patologie.
Il quadro riportato nel febbraio 2026 indica oltre 124mila decessi femminili ogni anno in Italia per malattie cardiovascolari. Un dato che richiama la necessità di rafforzare la prevenzione e rendere più adeguati i percorsi di assistenza.
Tra le criticità segnalate figurano una minore frequenza dei controlli sui livelli di colesterolo e un impiego inferiore di alcuni farmaci rispetto agli uomini. Le differenze riguardano anche i trattamenti somministrati durante l’infarto acuto del miocardio e pongono l’attenzione sull’equità nell’accesso alle cure.
Un altro aspetto riguarda le conoscenze scientifiche. Le alterazioni del rivestimento interno dei vasi sanguigni e il funzionamento dei piccoli vasi coronarici nella donna richiedono ulteriori studi specifici. Approfondire questi meccanismi è necessario per comprendere meglio le patologie e orientare le decisioni cliniche.
Le differenze di sesso e genere devono trovare spazio anche nella formazione dei professionisti sanitari. La presentazione dei sintomi, l’interpretazione degli accertamenti e la scelta dei trattamenti sono passaggi nei quali una preparazione specifica può contribuire a ridurre gli errori di valutazione.
La prevenzione resta centrale, ma richiede un impegno che coinvolga sia le pazienti sia i servizi sanitari. Una maggiore consapevolezza del rischio deve accompagnarsi alla possibilità di accedere ai controlli e a percorsi diagnostici e terapeutici appropriati.
Ridurre le disuguaglianze significa quindi intervenire su più aspetti: ricerca, formazione, informazione e organizzazione dell’assistenza, considerando le specificità femminili in ogni fase del percorso di cura.

