AGENAS avvia la consultazione sul documento di indirizzo dedicato allo sviluppo e alla gestione della teleradiologia. Al centro organizzazione dei servizi, sicurezza, qualità delle prestazioni e utilizzo delle tecnologie digitali nella diagnostica per immagini.

AGENAS apre la consultazione pubblica sul Documento di indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia, portando l’attenzione su uno dei settori più delicati della trasformazione digitale della sanità italiana. L’obiettivo è definire un quadro di riferimento capace di accompagnare l’utilizzo a distanza delle immagini diagnostiche mantenendo centrali qualità dell’assistenza, sicurezza e responsabilità professionale.

La radiologia può viaggiare sempre più velocemente da un ospedale all’altro. Una Tac, una radiografia o una risonanza magnetica possono essere acquisite in una struttura sanitaria e rese disponibili digitalmente a un medico radiologo che si trova fisicamente altrove.

È questo, in termini semplici, uno dei principi alla base della teleradiologia, un settore destinato ad assumere un peso crescente nella sanità digitale italiana.

AGENAS, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha aperto una consultazione pubblica sul documento di indirizzo dedicato allo sviluppo e alla gestione della teleradiologia.

Il tema va ben oltre la tecnologia.

La questione centrale è capire come organizzare un servizio sanitario nel quale immagini e informazioni cliniche possono essere trasmesse a distanza senza ridurre sicurezza, qualità diagnostica e responsabilità dei professionisti.

Che cos’è la teleradiologia

La teleradiologia permette di trasmettere attraverso sistemi informatici immagini radiologiche e informazioni cliniche affinché possano essere valutate da professionisti che si trovano in una sede diversa rispetto a quella nella quale viene effettuato l’esame.

Non significa quindi semplicemente “refertare una radiografia da casa”.

Dietro la prestazione esiste una catena organizzativa complessa che coinvolge apparecchiature diagnostiche, tecnici sanitari di radiologia medica, medici radiologi, sistemi informatici, strutture sanitarie e gestione dei dati del paziente.

La digitalizzazione rende possibile separare fisicamente il luogo nel quale viene prodotta l’immagine da quello nel quale può avvenire una parte dell’attività professionale.

Ed è proprio questa possibilità ad aprire opportunità ma anche interrogativi.

Perché può diventare importante per gli ospedali

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la capacità di mettere in rete competenze specialistiche.

Un ospedale periferico o una struttura con una disponibilità limitata di determinate professionalità potrebbe, all’interno di modelli organizzativi adeguati, avere accesso a competenze radiologiche presenti in altre strutture.

La teleradiologia può inoltre favorire una collaborazione più stretta tra ospedali e professionisti, soprattutto quando è necessario condividere immagini diagnostiche o richiedere valutazioni specialistiche.

Ma la distanza fisica non può trasformarsi in distanza clinica.

Una delle sfide è garantire che il medico chiamato a valutare le immagini disponga delle informazioni necessarie per interpretarle correttamente e possa interagire con gli altri professionisti coinvolti nell’assistenza.

Il nodo della sicurezza

Quando si parla di sanità digitale, il tema dei dati è inevitabile.

Tac, risonanze, radiografie e relativi referti contengono informazioni sanitarie personali che devono essere gestite attraverso infrastrutture e procedure adeguate.

La teleradiologia richiede quindi sistemi capaci di garantire disponibilità delle immagini, corretta identificazione del paziente, tracciabilità delle attività e protezione delle informazioni.

Non basta che un’immagine possa essere inviata.

Deve arrivare alla persona giusta, attraverso strumenti affidabili e all’interno di un processo sanitario organizzato.

Il medico resta centrale

L’evoluzione tecnologica non elimina la responsabilità clinica.

La diagnostica per immagini è infatti parte di un percorso che parte dalla richiesta dell’esame e arriva alla sua interpretazione, alla comunicazione del risultato e alle successive decisioni assistenziali.

La teleradiologia deve quindi essere considerata uno strumento organizzativo e professionale, non una semplice piattaforma tecnologica.

Ed è proprio qui che emerge una delle questioni più importanti per il futuro: utilizzare la tecnologia per aumentare la capacità del sistema sanitario senza impoverire il rapporto tra professionisti e qualità della prestazione.

Teleradiologia e carenza di specialisti

Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce delle difficoltà organizzative che interessano numerose strutture sanitarie.

Mettere in rete le competenze può consentire una distribuzione differente del lavoro e rendere disponibili professionalità specialistiche anche a distanza.

Non significa però che la teleradiologia possa sostituire automaticamente la presenza dei professionisti negli ospedali.

Esami diagnostici, urgenze e percorsi clinici richiedono organizzazioni nelle quali tecnologia e presenza fisica devono integrarsi.

La possibilità di lavorare a distanza deve quindi essere inserita all’interno di modelli assistenziali definiti e controllabili.

Una trasformazione che riguarda anche i pazienti

Per il cittadino il cambiamento potrebbe essere quasi invisibile.

Il paziente continuerà a sottoporsi all’esame nella struttura sanitaria. Dietro quella prestazione, però, potrebbe esserci una rete professionale molto più ampia rispetto al singolo ospedale.

È questo uno dei possibili vantaggi della sanità digitale: far viaggiare le informazioni e le competenze invece di costringere sempre il paziente a spostarsi.

Un principio particolarmente importante nei territori distanti dai grandi centri ospedalieri e nelle aree dove alcune specializzazioni sono meno facilmente disponibili.

Il beneficio, tuttavia, esiste soltanto se velocità e distanza non compromettono qualità diagnostica e continuità dell’assistenza.

La sanità digitale entra nella fase delle regole

Negli ultimi anni telemedicina, Fascicolo sanitario elettronico, interoperabilità dei dati e intelligenza artificiale hanno assunto un ruolo sempre più importante nel dibattito sulla trasformazione del Servizio sanitario nazionale.

La teleradiologia rappresenta uno dei campi nei quali questa trasformazione diventa immediatamente concreta.

Le immagini diagnostiche sono già digitali in gran parte delle strutture sanitarie. La vera sfida non è quindi soltanto trasferirle da un luogo all’altro.

È stabilire chi può operare, con quali strumenti, secondo quali procedure e con quali garanzie per il paziente.

La consultazione avviata da AGENAS assume per questo un significato che supera il singolo settore radiologico.

Il futuro della sanità digitale italiana dipenderà infatti non soltanto dalla quantità di tecnologia disponibile, ma dalla capacità di costruire regole, responsabilità e modelli organizzativi capaci di utilizzarla bene.

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