L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana richiama pazienti da tutta Italia per l’aritmologia interventistica e punta sulle nuove frontiere della ricerca oncologica. A Cisanello una tecnica pionieristica per rimuovere elettrocateteri infetti o malfunzionanti, mentre il progetto CARtoALL lavora alla prima terapia CAR-T italiana contro alcune rare neoplasie delle cellule T.

L’ospedale di Cisanello consolida il proprio ruolo tra i poli italiani di riferimento per la medicina ad alta specializzazione, dalla cardiologia interventistica alle terapie cellulari contro tumori ematologici rari.

Le eccellenze dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana sono state al centro della visita di oggi, 2 settembre, dell’assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali della Toscana Monia Monni, accompagnata dalla direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedere.

Il percorso ha permesso di conoscere alcune delle attività diagnostiche, terapeutiche e di ricerca più avanzate sviluppate a Pisa, con particolare attenzione alla Cardiologia 2, alla Radiologia interventistica e al progetto di ricerca CARtoALL.

Cardiologia, pazienti da tutta Italia arrivano a Pisa

Uno dei punti di forza dell’ospedale pisano è rappresentato dall’Unità operativa di Cardiologia 2, specializzata nella diagnosi e nel trattamento delle aritmie.

Le équipe di aritmologia interventistica accolgono pazienti provenienti da tutta Italia per il trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco e della fibrillazione atriale, oltre che per l’impianto di dispositivi come pacemaker e defibrillatori.

L’unità rappresenta inoltre un centro di riferimento nazionale per una delle procedure più delicate: la rimozione transvenosa degli elettrocateteri di pacemaker e defibrillatori infetti o malfunzionanti, evitando quando possibile il ricorso alla cardiochirurgia.

Proprio a Pisa è stato sviluppato negli anni un metodo pionieristico conosciuto come “Pisa Approach”, basato sull’utilizzo di differenti accessi venosi per affrontare anche estrazioni particolarmente complesse.

Una metodologia nata dall’esperienza clinica pisana e successivamente adottata anche fuori dall’Italia.

Il “Pisa Approach” nei casi cardiologici più complessi

L’importanza di questa esperienza è emersa anche recentemente in un caso di eccezionale complessità affrontato dall’Aritmologia dell’Aoup.

I medici sono riusciti a rimuovere un sistema di stimolazione cardiaca infetto impiantato 27 anni prima in una paziente considerata non operabile in altre strutture.

L’intervento mini-invasivo è durato circa sei ore e ha consentito di rimuovere il vecchio sistema e procedere successivamente con una soluzione tecnologicamente avanzata: un pacemaker bicamerale senza fili.

L’esperienza maturata nell’estrazione degli elettrocateteri si inserisce in un’attività cardiologica più ampia. La Cardiologia 2 dell’Aoup tratta infatti tachicardie, flutter e fibrillazione atriale e utilizza tecniche avanzate di mappaggio elettroanatomico, con procedure che possono essere effettuate riducendo al minimo l’esposizione radiologica.

Radiologia interventistica, tecnologie avanzate per procedure ad alta complessità

L’innovazione dell’ospedale di Cisanello riguarda anche la Radiologia interventistica, dotata, tra le altre apparecchiature, di un angiografo di ultima generazione acquistato attraverso i fondi del PNRR.

Nella struttura vengono effettuate procedure endovascolari e interventistiche ad alta tecnologia: dalla rivascolarizzazione nei pazienti con ischemia critica degli arti alla realizzazione di shunt in pazienti con cirrosi scompensata in attesa di trapianto.

L’attività comprende anche procedure rivolte ai pazienti oncologici, come la radioembolizzazione trans-catetere, oltre a drenaggi biliari ed embolizzazioni per il trattamento di aneurismi viscerali, ipertrofia prostatica e fibromi uterini.

Nel Dipartimento di medicina radiologica, nucleare e di laboratorio dell’Aoup sono presenti complessivamente sette angiografi, nove TC e cinque risonanze magnetiche.

Da Pisa una nuova frontiera delle CAR-T

Ma l’eccellenza pisana guarda anche alla ricerca contro i tumori del sangue.

L’Aoup e l’Università di Pisa sono protagoniste del progetto multicentrico CARtoALL, finanziato dall’Agenzia italiana del farmaco nell’ambito del bando 2025 dedicato alle malattie rare.

Il progetto punta allo sviluppo della prima terapia CAR-T italiana destinata alla leucemia linfoblastica acuta T e ai linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari.

Si tratta di neoplasie rare e particolarmente aggressive per le quali, soprattutto quando la malattia ritorna dopo le terapie convenzionali o dopo il trapianto, le possibilità terapeutiche possono essere molto limitate.

Lo studio vede la collaborazione tra Università di Pisa, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola e Università di Bologna.

A coordinare il progetto è Sara Galimberti, professoressa ordinaria di Ematologia dell’Università di Pisa e direttrice dell’Unità operativa di Ematologia dell’Aoup.

CAR-T-One, l’obiettivo è colpire il tumore preservando parte del sistema immunitario

Al centro della ricerca c’è CAR-T-One, una terapia cellulare sperimentale diretta contro il bersaglio TRBC1, una proteina presente sulle cellule tumorali in una quota delle neoplasie a cellule T.

L’obiettivo è particolarmente ambizioso: riuscire a colpire le cellule maligne preservando una parte significativa dei linfociti T sani e quindi del normale sistema immunitario.

La ricerca preclinica condotta all’IRST di Meldola ha prodotto risultati considerati promettenti dai ricercatori, creando le condizioni per procedere verso la sperimentazione sull’uomo.

Il finanziamento AIFA consentirà infatti di completare la validazione del prodotto cellulare, predisporre la documentazione regolatoria necessaria e avviare uno studio clinico di fase 1 che coinvolgerà pazienti seguiti a Pisa. Le cellule CAR-T saranno prodotte nella Cell Factory dell’IRST di Meldola.

Il progetto avrà una durata prevista di quattro anni e coinvolgerà ematologi, immunologi, biologi molecolari, farmacologi, specialisti delle terapie cellulari e ricercatori clinici.

Cisanello tra assistenza, ricerca e innovazione

Cardiologia interventistica, radiologia ad alta tecnologia e terapie cellulari rappresentano così tre facce dello stesso modello: integrare assistenza specialistica, ricerca universitaria e innovazione tecnologica.

La visita dell’assessora Monni ha avuto anche l’obiettivo di individuare le eccellenze sulle quali investire ulteriormente all’interno della sanità pubblica toscana, in un momento in cui l’aumento dei costi, l’invecchiamento della popolazione e l’evoluzione dei bisogni sanitari impongono una riorganizzazione delle reti ospedaliere.

Per Pisa la prospettiva è quella di rafforzare ulteriormente il ruolo di Cisanello come polo capace non soltanto di assistere pazienti complessi provenienti da altre regioni, ma anche di trasformare la ricerca scientifica in nuove possibilità terapeutiche.

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