La revisione del Prontuario farmaceutico nazionale entra nel vivo. Secondo le informazioni emerse oggi, i medicinali a base di Omega 3 attualmente rimborsati potrebbero passare in fascia C. Ma la riclassificazione non è ancora un provvedimento definitivo: ecco cosa sappiamo.
ROMA, 28 settembre 2026 – I medicinali a base di Omega 3 oggi rimborsati dal Servizio sanitario nazionale potrebbero passare in fascia C, diventando quindi a carico del cittadino nelle indicazioni interessate.
È una delle prime possibili conseguenze della revisione del Prontuario farmaceutico nazionale avviata dall’AIFA. Secondo quanto riportato oggi da Quotidiano Sanità, la riclassificazione degli Omega 3 consentirebbe un risparmio stimato nell’ordine di 120 milioni di euro.
C’è però una distinzione fondamentale: la revisione del Prontuario è ufficiale, mentre il passaggio degli Omega 3 alla fascia C, allo stato delle fonti pubbliche consultate, non è ancora stato formalizzato da AIFA con uno specifico provvedimento definitivo.
Omega 3 e fascia C: cosa sappiamo oggi
Il 23 settembre il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco ha recepito l’atto di indirizzo strategico del Ministero della Salute sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale, cioè l’insieme dei medicinali e delle condizioni di rimborsabilità gestite dal sistema pubblico.
AIFA ha indicato i criteri che guideranno l’aggiornamento: efficacia clinica e sicurezza, appropriatezza d’uso, accessibilità per il paziente, rapporto costo-beneficio ed economicità complessiva per il Servizio sanitario nazionale.
L’Agenzia ha inoltre stabilito un principio importante per i cittadini: la revisione non dovrà determinare un potenziale aumento della compartecipazione a loro carico.
Esiste però un’eccezione.
Quando non risultassero più presenti i presupposti per mantenere un medicinale a carico del SSN, AIFA contempla la possibilità della riclassificazione in fascia C.
Ed è proprio in questo quadro che si inserisce la questione degli Omega 3.
L’ipotesi: 120 milioni di risparmio
La novità arriva oggi, 28 settembre.
Secondo quanto appreso da Quotidiano Sanità, sarebbe confermata la volontà di riclassificare in fascia C i medicinali a base di Omega 3 attualmente rimborsati dal SSN.
La stima riportata è di un risparmio di circa 120 milioni di euro.
Si tratta di una cifra rilevante, ma va interpretata correttamente: al momento è un dato riportato dalla stampa sanitaria specializzata nell’ambito delle indiscrezioni sulla revisione e non equivale a un provvedimento AIFA già entrato in vigore.
Questo significa che per i pazienti non cambia automaticamente nulla da oggi.
Cosa significa passare in fascia C
La classificazione non è un dettaglio burocratico.
In linea generale, i medicinali classificati in fascia C sono a carico del cittadino, mentre la rimborsabilità da parte del SSN dipende dalla classificazione e dalle specifiche condizioni stabilite dall’AIFA.
Se la riclassificazione anticipata oggi venisse formalizzata, occorrerà quindi capire esattamente quali medicinali a base di Omega 3 saranno interessati, per quali indicazioni terapeutiche e da quale data.
Sono questi gli elementi che permetteranno di quantificare il reale impatto economico sui pazienti.
Risparmio pubblico e costi per i cittadini
La questione apre infatti un problema più ampio.
Ridurre la spesa farmaceutica pubblica non significa necessariamente eliminare quella spesa: quando un medicinale passa dal rimborso pubblico al pagamento privato, almeno una parte del costo può trasferirsi dal bilancio del SSN a quello dei cittadini che continuano ad averne necessità.
Per questo il dato dei 120 milioni, se confermato, dovrà essere accompagnato da altre informazioni: quanti pazienti sono interessati, quanto spenderebbero mediamente e quali alternative terapeutiche rimborsate sarebbero eventualmente disponibili.
Senza questi numeri è possibile stimare il risparmio per il sistema pubblico, ma non ancora il costo complessivo della misura per le famiglie.
Non sospendere le terapie autonomamente
Le anticipazioni sulla futura classificazione dei medicinali non modificano di per sé le prescrizioni mediche.
Chi sta assumendo un medicinale a base di Omega 3 prescritto dal medico non dovrebbe quindi interrompere o modificare autonomamente la terapia sulla base delle notizie sulla revisione del Prontuario.
Le condizioni di rimborsabilità vanno verificate sulla base dei provvedimenti effettivamente in vigore.
La revisione sarà più ampia degli Omega 3
La questione, inoltre, non riguarda soltanto questa categoria di medicinali.
AIFA gestisce il Prontuario e interviene sulla spesa farmaceutica attraverso le procedure di negoziazione dei prezzi, il monitoraggio dei consumi e dell’appropriatezza e la revisione degli strumenti che regolano la rimborsabilità.
La revisione appena avviata potrebbe quindi avere conseguenze più ampie sul sistema farmaceutico nazionale.
Per i pazienti, la domanda decisiva sarà capire dove verrà collocato il confine tra appropriatezza della spesa pubblica e tutela dell’accesso alle cure.
Sugli Omega 3 il prossimo passaggio sarà determinante: bisognerà attendere gli eventuali atti ufficiali di AIFA per sapere se la riclassificazione anticipata oggi sarà confermata, quali prodotti riguarderà e soprattutto quando entreranno in vigore le nuove regole.

