L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha introdotto il “clippaggio esterno” dell’auricola sinistra. L’intervento mininvasivo può consentire la sospensione immediata della terapia anticoagulante nei pazienti per i quali i farmaci risultano rischiosi o controindicati.

Fibrillazione atriale, nuova procedura a Casa Sollievo
L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo rafforza il percorso di cura dedicato alla fibrillazione atriale con l’introduzione di una tecnica chirurgica mininvasiva per l’esclusione dell’auricola sinistra del cuore.
La metodica, denominata “clippaggio esterno”, è stata adottata dall’Unità di Cardiochirurgia diretta da Mauro Cassese. Nei primi mesi di utilizzo è stata eseguita con successo su otto pazienti: sei pugliesi, uno proveniente dalla Calabria e uno dalla Campania.
L’intervento consiste nell’applicazione, dall’esterno del cuore, di un dispositivo simile a una molletta attorno all’auricola sinistra. In questo modo la struttura viene esclusa dalla circolazione sanguigna, riducendo il rischio che al suo interno si formino trombi capaci di raggiungere il cervello.
Che cos’è la fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che provoca un battito irregolare e accelerato. Nel tempo può ridurre la capacità di contrazione del cuore e contribuire allo sviluppo dello scompenso cardiaco.
La patologia rappresenta inoltre una delle cause più frequenti di ictus. La perdita della normale contrattilità degli atri, in particolare dell’atrio sinistro, può favorire la formazione di trombi nell’auricola sinistra. Questi coaguli possono entrare nella circolazione sanguigna e raggiungere il cervello.
Per limitare questo rischio, i pazienti con fibrillazione atriale cronica o parossistica devono generalmente assumere farmaci anticoagulanti.
La terapia, tuttavia, non è sempre praticabile. Pregressi episodi emorragici, cirrosi epatica, insufficienza renale severa o altre condizioni cliniche possono rendere l’assunzione degli anticoagulanti rischiosa o controindicata.
Come funziona il clippaggio esterno dell’auricola
Per i pazienti che non possono seguire in sicurezza la terapia farmacologica, una possibile soluzione è l’esclusione completa dell’auricola sinistra.
Il clippaggio esterno prevede l’impiego di una clip posizionata direttamente attorno all’auricola, in modo da separarla dal circolo sanguigno.
«La tecnica più recente di clippaggio esterno consiste nell’utilizzo di un dispositivo a forma di molletta che viene posizionato in visione diretta attorno all’auricola sinistra per escluderla dal circolo sanguigno», spiega il cardiochirurgo Maurizio Braccio.
Secondo quanto riferito dall’IRCCS, la procedura consente la sospensione immediata della terapia anticoagulante e, nei casi finora trattati, ha raggiunto un tasso di successo del 100%. Le tecniche transcatetere, invece, possono richiedere ancora alcuni mesi di terapia anticoagulante dopo l’impianto.
Incisione di pochi centimetri e dimissioni rapide
L’intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso una mini-toracotomia sinistra, con un’incisione di circa 3-4 centimetri.
La durata complessiva è inferiore a un’ora. Il paziente può essere estubato già in sala operatoria e dimesso nella prima o nella seconda giornata successiva all’operazione.
Il dispositivo utilizzato dispone inoltre di un manipolo orientabile, che permette ai cardiochirurghi di adattare la posizione della clip alle caratteristiche anatomiche del paziente. La molletta può essere riposizionata durante l’intervento fino a ottenere la collocazione ritenuta ottimale.
L’équipe di Cardiochirurgia
Le prime otto procedure sono state eseguite dall’équipe composta dai cardiochirurghi Maurizio Braccio, Michele Palladino e Francesco Campanini.
Al percorso hanno partecipato Rossella Alemanni per la valutazione ecocardiografica, i cardio-anestesisti diretti da Francesco Greco e il personale della sala operatoria.
La metodica si inserisce nell’attività dell’Unità di Cardiochirurgia diretta da Mauro Cassese e affianca gli altri trattamenti già disponibili nell’ospedale di San Giovanni Rotondo.
Un percorso completo per ogni paziente
Prima dell’intervento, il paziente viene sottoposto a un percorso diagnostico che comprende l’ecografia transesofagea e la Tac, necessarie per studiare l’anatomia dell’auricola e programmare la procedura.
«La nuova metodica si inserisce in un percorso diagnostico-terapeutico completo e affianca tutte le altre metodiche già disponibili per il trattamento della fibrillazione atriale, incluse quelle di elettrofisiologia», evidenzia Mauro Cassese.
Il direttore dell’Unità di Cardiochirurgia sottolinea soprattutto il possibile beneficio per i pazienti anziani o per coloro che hanno già affrontato eventi emorragici.
In queste condizioni, la possibilità di sospendere in sicurezza la terapia anticoagulante può incidere sulla qualità della vita e, secondo Cassese, anche sulla sopravvivenza dei pazienti.
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