La medicina di precisione sta cambiando il modo di affrontare alcuni dei tumori più complessi. Non si guarda più soltanto all’organo colpito, ma anche alle caratteristiche molecolari della malattia, con l’obiettivo di individuare biomarcatori e alterazioni genetiche utili a orientare le terapie.

In Italia diversi IRCCS e centri oncologici hanno sviluppato Molecular Tumor Board, gruppi multidisciplinari composti da oncologi, patologi, genetisti, biologi molecolari e bioinformatici. Tra le realtà più attive figurano l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, lo IEO, il Regina Elena di Roma e altri poli ad alta specializzazione.

Le tecnologie di Next Generation Sequencing permettono oggi di analizzare numerosi geni contemporaneamente, ma trovare una mutazione non significa automaticamente disporre di una cura. Il dato molecolare deve essere interpretato nel contesto clinico del paziente.

Accanto alle terapie a bersaglio molecolare, stanno assumendo un ruolo crescente immunoterapia, biopsia liquida e terapie cellulari come le CAR-T, già utilizzate in alcune neoplasie ematologiche.

Nel 2026 AIFA ha inoltre riconosciuto nuove innovatività terapeutiche in oncologia, confermando la crescente importanza dei biomarcatori nella selezione dei trattamenti.

La vera sfida, però, resta l’accesso. La medicina di precisione non può essere un’opportunità riservata a chi vive vicino ai grandi centri. Il futuro dell’oncologia italiana dipenderà dalla capacità di trasformare le eccellenze in una rete nazionale, capace di offrire diagnosi molecolare, sperimentazioni e terapie innovative in modo più uniforme.

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