Dopo l’intervento, una nuova opzione per ritardare radioterapia e chemioterapia: l’Aifa approva vorasidenib, farmaco orale per astrocitomi e oligodendrogliomi con mutazione IDH
Una pillola, dopo l’operazione, per guadagnare tempo. È questa, in sintesi, la novità che riguarda migliaia di pazienti italiani con tumori cerebrali a basso grado: l’Agenzia italiana del farmaco ha approvato la rimborsabilità, da parte del Servizio sanitario nazionale, di vorasidenib, primo trattamento orale per astrocitomi e oligodendrogliomi di grado 2 con mutazione dei geni IDH1 o IDH2. La decisione è stata assunta il 15 ottobre e apre una fase nuova nella cura di una malattia rara ma particolarmente insidiosa.ilfarmacistaonline+1
Il farmaco, commercializzato come Voranigo, è destinato a pazienti adulti e adolescenti già sottoposti a intervento chirurgico, nei casi in cui non sia ancora necessario ricorrere a radioterapia o chemioterapia. È una fascia di malati che, finora, si trovava in una sorta di terra di mezzo: il tumore è stato rimosso, ma resta il rischio della ripresa della malattia e, con esso, la prospettiva di trattamenti aggressivi.ilfarmacistaonline+1
Una terapia che cambia il percorso
Vorasidenib agisce sulle mutazioni IDH, presenti in una parte dei gliomi a basso grado. Non è una cura definitiva e non elimina la necessità, per alcuni pazienti, di radioterapia o chemioterapia. Può però ritardarne l’arrivo, offrendo un’alternativa orale in una fase della malattia in cui finora spesso non esistevano opzioni farmacologiche specifiche.ilfarmacistaonline+1
Per i pazienti significa poter seguire una terapia a domicilio, sotto controllo specialistico, invece di attendere passivamente l’eventuale progressione. Per le famiglie, soprattutto quando il malato è giovane, significa avere uno strumento in più contro l’incertezza che accompagna la vita dopo la diagnosi.
L’accesso, il vero nodo
La rimborsabilità è il passaggio che trasforma una novità scientifica in una possibilità concreta di cura. Con la decisione dell’Aifa, il farmaco potrà essere prescritto e erogato all’interno del Servizio sanitario nazionale secondo le condizioni definite dall’Agenzia.
La scelta rientra in un pacchetto più ampio: il CdA dell’Aifa ha approvato la rimborsabilità di un nuovo farmaco orfano, sei estensioni di indicazione terapeutica — molte in ambito pediatrico — e tre farmaci equivalenti.
Resta però il problema dei tempi. Secondo i dati presentati da AIOM in occasione del congresso Esmo 2026, in Italia passano in media circa 470 giorni tra l’approvazione europea di un nuovo farmaco oncologico e la sua piena accessibilità nel Paese. L’Italia garantisce l’accesso all’89 per cento dei farmaci anticancro approvati dall’Ema, seconda in Europa dopo la Germania, ma la distanza tra ricerca e cura resta ancora lunga.
Perché conta
I gliomi a basso grado colpiscono spesso persone in età lavorativa o addirittura adolescenti. La malattia può progredire lentamente, ma ogni scelta terapeutica ha conseguenze sulla qualità della vita, sulle capacità cognitive e sul progetto di vita del paziente. Per questo una terapia orale che può posticipare trattamenti più invasivi ha un valore che va oltre i numeri.
Non è la promessa di una guarigione immediata. È però una notizia concreta: una nuova opzione, ora rimborsata, per un gruppo di pazienti che fino a ieri aveva poche alternative. E, in un sistema sanitario chiamato a coniugare innovazione e sostenibilità, è anche il segno che l’accesso alle terapie per le malattie rare può fare un passo avanti.

